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I miei Papi di Tarcisio Bertone

Gli incontri, i ricordi, i segreti di un
testimone del nostro tempo

Tarcisio Bertone
I MIEI PAPI
(Editrice Elledici – Pagine 160 – € 15,00)

Il libro verrà presentato Mercoledì 14 marzo 2018, alle ore 17, presso la Sala Sangalli Valdocco, Via Maria Ausiliatrice, 32 a Torino, alla presenza dell’autore.

Sua Eminenza risponderà alle domande del giornalista
Domenico Agasso jr. de La Stampa – Vatican Insider

Il Cardinale Tarcisio Bertone ha vissuto i momenti salienti della storia contemporanea del Vaticano ed è oggi testimone del cuore della cattolicità.
Questo volume raccoglie un percorso che comprende sette incontri con i sette grandi Pontefici (Pio XII, Giovanni XIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco) che hanno costruito, negli ultimi settant’anni, la Chiesa che oggi viviamo.
Il volume si avvale della Prefazione del Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.
Numerosi sono i richiami ai rapporti tra i Papi e il mondo salesiano.
Il libro – come scrive nella introduzione il Cardinale Ravasi – «è proprio una storia di incontri, un “percorso concreto", come lo definisce il suo stesso autore che qui testimonia “il suo desiderio di incontrare i Papi". L’itinerario che propone comprende una collana settenaria di incontri che partono da lontano e progressivamente si avvicinano fino al punto di trasformare l’incontro in un abbraccio».
L’avvincente lettura di questo libro di memorie, ricco di testimonianze inedite, permetterà di conoscere meglio la figura di questo Cardinale, ex Segretario di Stato del Vaticano, a contatto con i “suoi" Papi.
Dalla quarta di copertina:
TARCISIO BERTONE
Fin da bambino ha provato una forte ammirazione per i Pontefici tanto da desiderare di incontrarli da vicino. Libero ormai dagli incarichi svolti presso la Santa Sede, ha deciso di appuntare in un libro le memorie più vive dei Pontefici che ha conosciuto durante la sua vita quale “testimone privilegiato", come ebbe a dirgli Papa Francesco durante un amichevole incontro. Nato a Romano Canavese in Piemonte nel 1934, entrato giovane nella Congregazione salesiana e diventato sacerdote, ha percorso brillantemente le tappe accademiche fino alla docenza in Diritto Canonico e all’assunzione dell’incarico di Rettore Magnifico dell’Università Pontificia Salesiana. Consacrato vescovo nel 1991 e creato Cardinale di Santa Romana Chiesa da Papa Giovanni Paolo II nel 2003, ha svolto con passione il ministero pastorale nelle Arcidiocesi di Vercelli e di Genova. Chiamato in periodi diversi a Roma presso la Santa Sede si è distinto come Arcivescovo Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede e, infine, come Segretario di Stato. Papa Benedetto XVI, ha definito la collaborazione del suo Segretario di Stato come un “comune lavoro nel servizio del Ministero Petrino". E Papa Francesco ha riconosciuto in Bertone “la pacata e matura esperienza di servitore della Chiesa" che lo ha aiutato, come Segretario di Stato nei primi mesi del suo Pontificato, “nell’avvio di un insieme di relazioni istituzionali doverose per un Pontefice".

Indice del volume:

Prefazione
CARD. GIANFRANCO RAVASI

Introduzione
CARD. TARCISIO BERTONE

CAPITOLO I
Pio XII
“L’Osservatore Romano" a casa Bertone
L’Epopea del 1948
I discorsi e le encicliche di Pio XII
Pio XII e la “leggenda nera"

CAPITOLO II
Giovanni XXIII
Il Papa buono
La Colonia dei mille
L’urna di don Bosco a Roma e “il cane grigio"
L’indizione del Concilio Vaticano II
Le finalità assegnate al Concilio Vaticano II
Monsignor Loris Capovilla, segretario di Papa Giovanni XXIII

CAPITOLO III
Paolo VI
«Io amo!»
Alcuni incontri personali
Le ordinazioni sacerdotali
I discorsi e le encicliche di Paolo VI
Paolo VI, Papa della pace
Paolo VI e i Salesiani

CAPITOLO IV
Giovanni Paolo I
Originale comunicatore
Il Card. Luciani e Suor Lucia di Fatima
La prematura morte

CAPITOLO V
Giovanni Paolo II
L’Amico dei giovani e degli operai
Le prime collaborazioni con il Papa polacco
Lo spirito di Assisi
Questioni particolari
Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede
Missioni speciali
Il tentativo di salvataggio di Milingo
Arcivescovo di Genova
Foyer de fond Giovanni Paolo II a Les Combes in Valle d’Aosta
La passione per lo sport

CAPITOLO VI
Benedetto XVI
La scelta del nome
Il Professor Ratzinger al Concilio Vaticano II
Ascolto, consiglio, amicizia
La purificazione della Chiesa
Segretario di Stato
Sguardo verso l’Islam e verso la Cina
Il successo dell’enciclica Caritas in veritate
Conferma di responsabilità e fiducia
Con la valigia in mano
Benedetto XVI in visita al mio paese natale
La fuga di notizie
La rinuncia al Ministero Petrino

CAPITOLO VII
Francesco
La “salesianità" di Jorge Bergoglio
Dal Conclave ai primi interventi di Papa Francesco
Fiduciosa collaborazione
Il congedo
Le spine
L’amore al Papa nello spirito di don Bosco

Indice dei nomi

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Il mistero della tomba vuota

Da un diacono, giornalista e professionista della comunicazione d’impresa,
un originale sussidio in preparazione alla Pasqua che utilizza la tecnica dell’investigazione

IL MISTERO DELLA TOMBA VUOTA
Un’indagine pasquale

di Giorgio Agagliati
(Editrice Elledici – Pagine 48 – € 4,50)
L’autore di questo libro, Giorgio Agagliati, è diacono permanente, oltre che giornalista e professionista della comunicazione d’impresa. In questo suo nuovo sussidio, intitolato Il mistero della tomba vuota. Un’indagine pasquale, c’è una traccia per la preparazione di un’attività di gruppo, con schede staccabili per animatori e partecipanti.
La traccia è un racconto, dove si narra di Walter Inverness e Roger Stigman, che si conoscono fin dai tempi del college e insieme hanno aperto la Inv&Stig, l’agenzia di indagini private più rinomata di Londra. È da poco passata la Pasqua, e mentre tutta la città non fa che parlare di un caso che mette in difficoltà persino Scotland Yard, i due detective decidono di indagare su uno dei misteri più antichi della storia: una tomba vuota, pochi indizi e tante, troppe domande.
Per risolvere il mistero, stavolta, non basterà una buona deduzione logica. Saranno necessari anche un pizzico di fede e dei validi aiutanti.
INTRODUZIONE DELL’AUTORE
Questo piccolo libro non è un testo di teologia, di esegesi, di spiritualità. Di questi ce ne sono molti e validissimi.
È, invece, un kit composto da un racconto e da una traccia utilizzabile nel percorso di preparazione alla Pasqua, o di approfondimento della Pasqua celebrata, in un ritiro, in un incontro di formazione, in una animazione di oratorio, concepita in modo da essere adattabile a diverse fasce di età, dai ragazzi delle medie agli adulti.
Il racconto fa da base alla traccia, ma è prima di tutto in sé una proposta di riflessione sulla Pasqua un po’ diversa da quelle consuete: è, infatti, un’indagine sul sepolcro vuoto di Cristo condotta con il più classico metodo deduttivo da una coppia di investigatori.
Per la loro indagine i due si basano su una testimonianza oculare: quella dell’evangelista Giovanni, che con Pietro corre al sepolcro la mattina presto dopo che Maria di Magdala, sconvolta, ha detto loro di averlo trovato aperto (Gv 20,1-9).
L’indagine non avviene sul luogo, ma a Londra, e l’innesco è un fatto di cronaca nera che ha coinvolto i due investigatori come consulenti di Scotland Yard.
Parte di qui un dialogo tra i due che, utilizzando il racconto di Giovanni e quello degli altri evangelisti, ricostruiscono ciò che potrebbe essere accaduto nel sepolcro ora vuoto.
Uno dei due è credente, l’altro agnostico, ma entrambi hanno una passione viva per la ricerca della verità e si ritrovano coinvolti sempre più febbrilmente in una vera e propria meditazione pasquale.
Giorgio Agagliati
INDICE
INTRODUZIONE
Il mistero della tomba vuota 
1. Una zia sotto shock
2. Da Gerusalemme a Londra
3. Corrono tutti
4. Sulla soglia
5. Testimone-chiave
6. Ordine e disordine
7. Epilogo
Un’indagine pasquale
Nel sepolcro è successo qualcosa
Schede attività 
Detective W.I. – Traccia per gli animatori
Detective R.S. – Traccia per gli animatori
Ispettore – Traccia per i partecipanti

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Nuova Enciclopedia di Bioetica e Sessuologia

Una grande opera
Un “data bank" per coloro che vogliono conoscere e approfondire il delicato campo della bioetica e della sessuologia

Nuova
ENCICLOPEDIA
DI BIOETICA E SESSUOLOGIA
a cura di Giovanni Russo
(Editrice Elledici / Velar – Pagine 2332 – € 85,00)
Questa nuova edizione dell’Enciclopedia di Bioetica e Sessuologia riporta 543 voci aggiornate e oltre 100 nuove voci di grande attualità.
È un “data bank" di temi e problematiche indispensabili per coloro che vogliono conoscere e approfondire il delicato campo della bioetica e della sessuologia.
La preparazione culturale e l’esperienza diretta degli autori ne fanno un sussidio unico, altamente specializzato e dettagliato non solo per gli esperti del settore chiamati a orientare le scelte etiche di coloro che ad essi si rivolgono, ma anche per gli insegnanti e gli operatori pastorali.
La serietà dell’impianto generale, la declinazione delle singole tematiche e la chiarezza delle spiegazioni ne consigliano la consultazione anche alle famiglie, ai giovani e ai loro educatori.
All’interno del volume:
· 543 voci aggiornate;
· 118 nuove voci rispetto alla precedente edizione;
· 373 autori, specialisti nei settori trattati;
· una panoramica su numerosi argomenti: educazione, medicina, sessualità, filosofia, teologia, infanzia, ecologia, società, informatica e molto altro.
L’autore: GIOVANNI RUSSO, ordinario di Bioetica all’Istituto Teologico “S. Tommaso", unito all’Università Pontificia Salesiana (Messina), è direttore della Scuola Superiore di Specializzazione in Bioetica e Sessuologia. È inoltre membro della Pontificia Accademia per la Vita e dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti.

Collaboratori
Introduzione
Ambiti
Indice

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Don Aldo Rabino. Salesiano in campo e fuori campo

Il nuovo libro che racconta la vita, i sogni e le realizzazioni di
Don Aldo Rabino, sacerdote salesiano in campo e fuori campo,
padre spirituale del Torino Calcio, missionario e fondatore dell’Associazione OASI (Operazione Mato Grosso)

DON ALDO RABINO
Salesiano in campo e fuori campo
di Monica Falcini
(Editrice Elledici – Pagine 157 – € 12,00) 
* Il ricavato della vendita finanzierà i progetti della Associazioni OASI di Torino – Telefono: 011.356000 – mail: oasi.torino@libero.it
Il libro di Monica FalciniDon Aldo Rabino. Salesiano in campo e fuori campo (Editrice Elledici – pagine 157 – € 12,00),  è la biografia di un sacerdote salesiano che mai si è accontentato di guardare la vita dagli spalti, ma ha sempre preso parte a ogni sfida con energia, come amico, padre e maestro.
Le pagine del volume ripercorrono le tappe di questo grande rappresentante della Chiesa torinese, ripassando con pennellate affettuose gli ambiti della pastorale di un salesiano vissuto per gli altri: la scuola, lo sport, il volontariato, operativo sul territorio e nelle missioni dell’America Latina, attraverso l’Associazione OASI Operazione Mato Grosso, fondata dallo stesso don Aldo e tuttora in piena attività, della quale l’autrice è volontaria.
Nel 1971 don Aldo diventa padre spirituale del Torino Calcio, e sarà, per oltre quarant’anni, il primo a partecipare alle gioie dei Granata, ma anche punto di riferimento per superare la tragedia di Superga, riuscendo a raccogliere la comunità nella fede come una vera squadra in campo.
Ma come l’autrice precisa, il don Aldo delle pagine di questo libro non è solo il “don del pallone", che ha meritato tanta visibilità attraverso il decennale servizio di padre spirituale del Torino Calcio, dai giocatori più piccoli alla prima squadra. Nel libro c’è tutto il “salesiano fuori campo", oggetto di memoria affettuosa e grata, da consegnare ai (forse pochi) che non ne hanno mai sentito parlare e da imprimere nella memoria dei tantissimi che lo hanno condiviso e accompagnato nella sua missione terrena.
Tra le tante raccolte, spicca nel libro la testimonianza di don Luigi Testa, prima ispettore poi superiore della Circoscrizione speciale Piemonte e Valle D’Aosta, che va a sottolineare «le sue forti convinzioni in materia di formazione cristiana dei giovani. Lavorava molto bene con loro. Aveva una straordinaria capacità di aggancio e non si accontentava di animare. Mai banale, molto serio nelle relazioni e molto rispettoso, era un sacerdote dal cuore autenticamente salesiano. La sua vita è stata una testimonianza di coerenza alla vocazione scelta e alle sue convinzioni».
Leggere il libro di Monica Falcini vale come regalo per se stessi: chi ha conosciuto don Aldo, lo ritrova in tutta la sua umanità, illuminata da una solida e fedele vocazione sacerdotale. Chi non ha avuto tanta fortuna, lo può incontrare nelle pagine a lui dedicate e scoprire il volto genuino di un vero innamorato di Don Bosco.
Se poi la lettura si trasformasse in desiderio di fare qualcosa, don Aldo ne gioirebbe. Parafrasando le parole di don Valerio Bocci nella sua bella presentazione, la partita del cuore è ancora aperta e, per trasformare il mondo, c’è ancora tanto da fare. Don Aldo ha ancora bisogno di aiuto…
L’autrice: Monica Falcini, ex allieva di don Aldo, vive a Torino, dove insegna italiano e latino presso il liceo salesiano Madre Mazzarello. Dal 1982 è anche volontaria dell’Associazione OASI (Operazione Mato Grosso), il gruppo missionario fondato da don Aldo, la bella squadra dei “suoi ragazzi".

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Presentazione
Introduzione
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Ti racconto la vita di Gesù

Un albo-libro da leggere e colorare che racconta la vita di Gesù
TI RACCONTO LA VITA DI GESU’
da leggere e colorare
di Adalberto Mainardi e con i disegni di Ilaria Pigaglio
(Editrice Elledici – Pagine 48 – € 4,90)
Dalla nascita nella stalla di Betlemme alla domenica della Risurrezione, Gesù ha rivelato il volto buono e amico di Dio e si è lasciato coinvolgere dai problemi e dalle speranze della gente.
Il suo racconto, però, non si conclude con la Pasqua. Continua nella vita di ogni persona che lo incontra nella comunità cristiana o leggendo il Vangelo e ascoltando la sua Parola. A partire dai bambini, che trovano in questo albo gli episodi più importanti della sua vita da leggere e da colorare con fantasia e interesse.
Questo albo-libro da leggere e colorare, intitolato Ti racconto la vità di Gesù, di Adalberto Mainardi, della Comunità di Bose, con disegni da colorare di Ilaria Pigaglio, è dunque il racconto di un racconto. Racconta la vita di Gesù. E Gesù, con la sua vita, ha raccontato la grande storia dell’amore di Dio; l’ha racconata agli uomini e alle donne che incontrava camminando per le strade di Galilea.
“A tutti, grandi e piccini, buoni e cattivi, – scrive Adalberto Mainardi nella introduzione del volumetto – Gesù mostrava il volto di un Dio buono e amico. Comunicava il gusto della vita, prendendosi cura di ciascuno: rallegrava chi era triste, apriva gli occhi a chi non vedeva, insegnava a camminare a chi era paralizzato. Chiamò alcuni uomini e alcune donne a seguirlo. Sono loro che ci hanno fatto conoscere la sua vita e la buona notizia della sua risurrezione. ‘Vangelo’, infatti, vuole dire ‘Buona notizia’".
In questo libro sono raccolti alcuni momenti della vita di Gesù:
la nascita di Gesù;
il Vangelo di Gesù;
il suo cammino fino a Gerusalemme;
e infine la Pasqua di Gesù.
“Il racconto, però, – prosegue Mainardi – non è finito: i disegni non sono colorati perché questa è anche la tua storia con Gesù, e ha un colore diverso da tutte le altre. Gesù, infatti, ti vuole bene in un modo tutto particolare. Il colore è la gioia della vita! Ti auguriamo un cuore sempre allegro, anche quando intorno a te il mondo si fa grigio!".

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Psicologia di Papa Francesco. Il pensiero di uno psichiatra-psicoanalista.

Un libro che analizza la psiche dell’uomo più importante del mondo,
per trovare punti di riferimento solidi nella vita di tutti i giorni

PSICOLOGIA DI PAPA FRANCESCO
Il pensiero di uno psichiatra-psicoanalista

di Giacomo Dacquino
(Editrice Elledici – Pagine 328 – € 14,00)
In questo nuovo libro edito dalla editrice salesiana Elledici, intitolato PSICOLOGIA DI PAPA FRANCESCO, l’autore, affermato neurologo, psichiatra, psicoterapeuta e sessuologo, si propone di indagare, sulla base della più recente letteratura scientifica, su l’uomo Bergoglio attraverso un’analisi psicologica delle sue omelie, dei suoi scritti, dei suoi comportamenti e delle posizioni che l’anno reso un Papa a volte “scomodamente buono".

In una realtà priva di sicurezze, dove le scelte di vita e di fede diventano sempre più “liquide", Papa Francesco emerge come una guida nuova: un uomo che vive la fede senza distacco dal mondo, che ne conosce finalmente i problemi e le sofferenze.


Affrontando i temi pratici che dividono la Chiesa, come il modo di vivere oggi il sacerdozio, l’apertura alla sessualità e all’omosessualità, i problemi della transessualità e della pedofilia, la severità verso gli scandali interni fino alla grande misericordia, emerge un quadro di inaspettato equilibrio tra tradizione e innovazione, dottrina concreta ed esigenze sociali.


Un libro che analizza la psiche dell’uomo più importante del mondo, per trovare punti di riferimento solidi nella vita di tutti i giorni.

Introduzione
«È il Papa della gente, l’amico della porta accanto», «Ha il coraggio di dire le cose come stanno», «Io non credo in Dio, non sono una donna di Chiesa, però quando lo ascolto mi commuove, dalle sue parole e dai gesti si capisce che è una persona sincera, un uomo spontaneo che arriva al cuore della gente», «Papa Francesco è unico e speciale. Il suo sorriso apre i cuori. Quando parla mi trova sempre d’accordo e le sue parole aiutano», «Ha un modo di fare che suscita simpatia anche alle persone che non vanno in chiesa. Io sono agnostico, ma quell’uomo scuote le nostre coscienze. Piace anche ad altri miei amici non credenti», «Scrivono che è un leader mondiale, ma lui è un uomo che non si dà delle arie, è uno di noi, senza la boria dei politici o la sussiegosità dei cardinali», «Sono cattolico ma, da quando è stato eletto, credo di più nello Spirito Santo», «Non guarda gli altri con gli occhi indifferenti del mondo. Conosce i veri problemi della vita. Si aveva bisogno di un Papa povero, un Papa umile!».
Queste frasi mi hanno fatto riflettere e stimolato a esplorare il mondo psichico dell’uomo Bergoglio utilizzando la mia esperienza di psichiatra e psicoanalista. La gente sente che quel Papa vestito di bianco è uno di loro, che non vive distaccato dal mondo ma conosce necessità, preoccupazioni, problemi e sofferenze che fanno parte dell’esistere. Attualmente si è in una situazione di profonda insicurezza poiché la realtà è mutevole, precaria, senza punti di riferimento affettivi, sociali, economici e culturali. L’incertezza caratterizza il quotidiano a causa di una globalizzazione opportunistica, di un capitalismo selvaggio, di una recessione economica che ha aumentato la fatica di vivere. Nulla è stabile, sicuro, basato su legami solidi, anche perché troppo spesso manca la fedeltà alle scelte matrimoniali, religiose, politiche e sociali.
Molte persone, confuse dalle belle parole usate dai potenti, non credono più alla politica, alla finanza, alla religione, anche perché è un momento storico in cui scarseggiano valide guide etiche, che sappiano polarizzare i sentimenti di speranza che urgono in ciascuno. Perché, malgrado si viva in un mondo caratterizzato dalla mancanza di autocritica e dal senso d’onnipotenza, permane ancora impellente il bisogno di fiducia e di affidamento. Ognuno è in cerca di risposte e ha bisogno di credere in qualcuno o in qualcosa che alimenti il desiderio di un futuro migliore. Si anela a nuovi ancoraggi di sicurezza per neutralizzare l’ansia diffusa che il costante aumento del consumo di ansiolitici non riesce a limitare. E più la società è in crisi, più si desidera un salvatore. Per questo da Papa Francesco ci si aspetta tanto.
Quando don Valerio Bocci, direttore della casa editrice Elledici, è venuto nel mio studio a chiedermi un libro sulla psicologia di Papa Francesco, avevo letto solo alcuni articoli, e tutti i giornalisti ne scrivevano un gran bene. Allora mi sono detto, probabilmente per una deformazione professionale: «Sarà veramente quell’uomo psichicamente perfetto che descrivono? Proviamo a indagarlo più a fondo, a interpretare scritti e comportamenti della sua vita, “visitiamolo" studiandolo. Se lo troverò immaturo in senso psico-affettivo, lo descriverò come tale». E di questo ho avvisato il direttore della casa editrice.
Successivamente ho provato preoccupazione per l’enorme responsabilità che mi era stata data: scrivere sulla persona più importante al mondo, ma allo stesso tempo sentivo il dovere di fare conoscere le caratteristiche psichiche di un uomo così valido sulla scena mondiale e mi sono poi convinto che se mi era stato chiesto di scrivere questo libro, mi sarebbe stata data anche la forza di portarlo a termine.
Dopo aver accettato, ho iniziato a consultare i libri riguardanti Papa Francesco dalle sue origini ai giorni nostri, prima e dopo la sua elezione al soglio pontificio. Le pubblicazioni sono molte, anche troppe, nei riguardi della sua persona e della Chiesa che sarà. E mi sono reso conto che avrei dovuto indagare un uomo buono, così scomodamente buono.
Il libro, scritto sulla base della più recente letteratura scientifica, affronta i temi della vita quotidiana evitando di dare valutazioni metafisiche. È utile capire la figura dell’uomo Bergoglio, quale educazione abbia ricevuto e che strade abbia percorso. Soprattutto quali siano stati i processi psichici che lo hanno aiutato a trovare un equilibrio fra tradizione e innovazione, dottrina e concretissime esigenze sociali. Quindi un libro non sul Papa come autorità religiosa, ma come uomo di religione con le sue psicodinamiche per risolvere i problemi pratici della vita di tutti, interessato ai valori spirituali al di sopra della dimensione biologica. Gli argomenti trattati sono così importanti e ricchi di sfumature che mi permettono di aggiungere alcune considerazioni e riflessioni a quanto dice e scrive Papa Francesco. I problemi sviluppati richiedono precisazioni scientifiche, al fine di inserirne i rispettivi comportamenti nell’ambito delle psicodinamiche consce e inconsce.
Non sono un vescovo o un sacerdote, ma un medico, e ho colto l’invito di Papa Bergoglio, rivolto ai partecipanti al Sinodo dell’ottobre 2014, di parlare con chiarezza e franchezza; mi ha incoraggiato poi una frase del Pontefice quando ha affermato, nell’intervista rilasciata a “la Repubblica" il 20 agosto 2013: «I confronti fraterni e aperti fanno crescere il pensiero teologico e pastorale. Di questo non ho timore, anzi lo cerco».
Sono convinto che è un dovere del credente maturo assumere un atteggiamento critico in nome di valori come libertà, giustizia, uguaglianza al fine che la Chiesa sia più vicina alle esigenze dell’uomo. Penso che le critiche, specie quelle che infastidiscono, aiutino a crescere, siano costruttive.
GIACOMO DACQUINO
Conclusione
In un sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis in occasione degli 80 anni di Papa Francesco, è risultato che l’85 per cento degli italiani ripone la propria fiducia in lui più che in qualsiasi altro. Questo perché, dietro il suo sorriso, vi è una personalità forte che trasmette sicurezza e la gente onesta crede in quello che dice e fa poiché è l’unico che lavora per raddrizzare questo mondo storto. In un periodo colmo di violenza e confusione si ha bisogno di qualche certezza che plachi l’angoscia e Papa Francesco è protettivo come una mamma e forte e deciso come un padre che aiuta a sopravvivere allo smarrimento e all’insensatezza dei nostri tempi. Lo dimostra anche il successo ottenuto dalla fiction Francesco, il Papa della gente, andata in onda su Canale 5 il 7 e l’8 dicembre 2016, che nelle due puntate ha avuto uno share di circa il 17 per cento.
Ai giorni nostri l’informazione abbonda ma scarseggia la comunicazione, quindi la relazione; inoltre vi è un appiattimento delle differenze individuali, una riduzione delle personalità e degli stili di comportamento; anche per questo Papa Francesco ha acquisito credibilità diventando un leader mondiale capace di farsi ascoltare da tutti: un uomo carismatico che convince le folle con la sua semplicità e pietà. Parlando di Dio come un padre sempre presente tra gli uomini, è riuscito a far cogliere l’atteggiamento positivo della Chiesa cattolica verso il mondo, riportandola sulla strada di Gesù
Cristo, che non predicava emanando leggi da osservare ma comunicando e dimostrando amore.
La religione non deve sfuggire la realtà ma trasformarla, e il Pontefice, nella sua non facile missione di Capo della Chiesa, la vuole materna e misericordiosa, non tribunale delle anime ma conciliata con la modernità, vicino ai problemi veri della gente comune senza intransigenza religiosa, evitando cioè di inalberare cipigli moralistici controproducenti che allontanano dalla fede o rendono la vita infelice. Infatti è il primo Papa con aperture alle coppie che convivono, indulgente con i divorziati risposati e non ostile verso gli omosessuali. Anche per questo seduce gli atei e irrita i bigotti.
È un Papa che capisce il mondo di oggi; dopo millenni di chiusura, è disponibile al confronto insegnando a non temere chi la pensa in maniera diversa e ad accettare le critiche come un valido contributo per la ricerca della verità. Ha pieno rispetto per i dissidenti quando sono portatori di autenticità e migliorie che facciano crescere spiritualmente gli uomini; soprattutto le sue parole scuotono l’indifferenza diffusa. Al Santo Padre interessa l’umanità, non l’ideologia; a tal fine è attento all’attualità di cui affronta i problemi dicendo parole di pace, misericordia e perdono. E così per le strade che percorre si alza un urlo di speranza verso un uomo che accoglie e incoraggia indicando la via per costruire relazioni e progetti.
Credenti e non credenti apprezzano il suo buonsenso, un bene che gli permette di decidere con discernimento, come beneficiano della sua serenità autentica, non esibita, che sgorga dall’essere in armonia con se stesso. La sua presenza è un cardiotonico che riscalda i cuori, il suo messaggio uno psicotonico che porta speranza alle persone in attesa di una luce nel buio. Con lui il coraggio, come i fiori a primavera, torna a germogliare. La sua è una sintonia empatica, rassicurante, consolatoria.
È una persona che fa cose straordinarie vivendo l’ordinarietà di tutti i giorni, lavorando continuamente per condurre alla bontà. Forse non sarà l’uomo più importante del XXI Secolo, certamente il più buono. Per questo la gente va a cercare l'"uomo Bergoglio", il padre, il fratello maggiore, l’amico. Perché non è soltanto un uomo vestito da Papa, ma un Papa che si arricchisce dell’essere uomo.
L’autore:
GIACOMO DACQUINO. Neurologo, psichiatra, psicoterapeuta e sessuologo, esercita la professione a Torino, dove vive. È stato docente di Psicologia della religiosità alla Facoltà Teologica di Torino, di Antropologia affettivo-sessuale alla Pontificia Università Salesiana e di Psicosessuologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Pavia. Allievo e collaboratore di Silvano Arieti al Medical College di New York, è autore di oltre duecento pubblicazioni di psichiatria, psicanalisi e sessuologia. I suoi studi riguardano l’amore, il voler bene, la sessualità e la religiosità, che ha trattato, con la descrizione di molti casi clinici da lui curati, nei ventinove libri, tradotti in Europa e in America. Tra questi, pubblicati da Mondadori, si ricordano: Credere e amare (2000), Paura d’amare (2010), Dove incontri l’anima (2011), Impara a dire ti amo, prima che sia troppo tardi (2013) e dalla San Paolo: Guarire l’amore. Strategie di speranza per la famiglia di oggi (2014). Partecipa spesso in qualità di esperto in trasmissioni su Rai Uno, Rai Due, Rai Tre e, per la sua opera scientifica, è stato insignito del Premio Speciale del Presidente della Repubblica e premiato dal Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Torino e Provincia con medaglia d’oro a riconoscimento dell’attività e del bene profuso per il sollievo di chi soffre.

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La fede quotidiana. Dio ci parla lì dove siamo.

Un libro che accompagna il lettore a sentire
la presenza di Dio nella vita di tutti i giorni

LA FEDE QUOTIDIANA
Dio ci parla lì dove siamo
di Francesco Cavallaro
(Editrice Elledici – Pagine 104 – € 9,00)
La fede quotidiana. Dio ci parla lì dove siamo è un libro che accompagna il lettore a trovare Dio nella vita di tutti i giorni.
L’autore, Francesco Cavallaro, giovane giornalista freelance, che da anni è catechista ed educatore di Azione Cattolica, lo scrive in uno stile semplice e accattivante.
Si individuano sette tappe che aiutano ad ascoltare ciò che il Signore ha da dirci ogni giorno, nella quotidianità della vita, perché la fede quotidiana è uno strumento, uno dei tanti, per riscoprire la felicità di iniziare o continuare un cammino di formazione evangelica.
Ogni capitolo è suddiviso in due parti: nella prima viene narrata una storia che introduce la seconda, l’argomento vero e proprio, analizzato e meditato.
Il libro, per com’è strutturato, prevede una sorta di felice collaborazione con il lettore. Questi diventerà un coautore nella misura in cui accetterà di entrare in gioco.
L’autore scrive: “Un’interrogazione da superare, i figli da crescere, il lavoro che va così così, i genitori da accudire: ogni giorno siamo chiamati a fare i conti con mille incombenze. Tutti ci chiamano, tutti pretendono qualcosa da noi. A volte presi da tanti impegni, ci dimentichiamo di Dio. O addirittura lo eliminiamo scientemente. Eppure è proprio quando non lo mettiamo al centro che ci riscopriamo scarichi e privi di motivazioni. Come una barca che naviga senza una meta precisa.
Il Signore non si stanca di chiamarci nell’ordinarietà Non agisce in maniera roboante, è discreto e – soprattutto – ci lascia massima libertà. Se gli rispondiamo con cuore aperto ci ricolmerà di infiniti doni. Spetta a noi scegliere da che parte stare"
.

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Non lasciamoci rubare il tempo. 10 consigli per nuovi stili di vita

10 consigli pratici per “riplasmare" la propria esistenza
utilizzando meglio il tempo

NON LASCIAMOCI RUBARE IL TEMPO
10 consigli per nuovi stili di vita

di Luigi Guglielmoni Fausto Negri
Editrice Elledici – Pagine 112 – € 5,90
Il filosofo romano Seneca affermava che “si usa il tempo senza risparmio, quasi non costasse nulla". E invece, il tempo è la cosa più preziosa che un uomo possa spendere.
I 10 consigli nei vari capitoli di questo libro edito dalla Elledici – intitolato NON LASCIAMOCI RUBARE IL TEMPO. 10 consigli per nuovi stili di vita di Lugi Guglielmoni e Fausto Negri – non intendono fare il lifting alla vita quotidiana ma indicare tappe di un cambiamento che parte da una profondità intrisa di valori, così da poter “riplasmare" la propria esistenza.
Lo spunto che ha ispirato gli autori sono le 10 regole che Santa Madre Teresa di Calcutta aveva posto sul muro della Casa dei bambini di Calcutta, riprendendo un antico testo sapienziale irlandese. Esse vengono approfondite con consigli pratici, per aiutare l’impegno di ciascuno verso un’esistenza di felicità.
Nella società del tempo libero nessuno ha più tempo. La velocità con cui viviamo è fatale, poiché ci impedisce di vivere.
Il Vangelo dice: «Hai guadagnato il mondo e hai perso la tua anima»… Dobbiamo perciò recuperare la nostra relazione con il tempo. La sua gestione è un percorso di apprendimento. «Prenditi tempo»: quando uno si ferma a far benzina sa bene che la sua macchina non è guasta, manca solo il carburante. Messo quello, tutto è a posto. Perché questo non vale per l’amore, le relazioni, la fede?
Benedetto XVI ha scritto che «è necessario un effettivo cambio di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita» (Caritas in veritate, n. 51).
La cultura dei nuovi stili di vita è trasversale, ossia di tutti, anche di chi dice di non credere.
Gli autori:
LUIGI GUGLIELMONI è parroco a Salsomaggiore Terme (Parma) e vicario pastorale della Diocesi di Fidenza; collabora con riviste di carattere liturgico, catechistico e pastorale.
FAUSTO NEGRI, padre di famiglia, è stato insegnante di religione cattolica nella Secondaria superiore; è impegnato nell’ambito della catechesi e della pastorale giovanile e familiare.
Per la Elledici hanno pubblicato numerosi testi e sussidi di carattere pastorale.

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10 regole
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Corpi e simboli nella liturgia

Un nuovo sussidio teorico-pratico con proposte operative semplici ed efficaci per comprendere i simboli liturgici attraverso il gioco
CORPO E SIMBOLI NELLA LITURGIA
Guida per una didattica della liturgia
nella scuola secondaria di II grado

di Monica Mosca
(Editrice Elledici – Pagine 104 – € 5,90)
L’esperienza religiosa si realizza tramite simboli antichi e nuovi.
Questo volume propone un percorso di esplorazione del linguaggio simbolico, sfruttando la vivace propensione immaginativa dell’adolescente e utilizzando il gioco e la fantasia per introdurlo nell’esperienza liturgica cristiana.
Il mondo dei simboli fa parte della nostra esperienza quotidiana, è una dimensione antropologica imprescindibile, perché inscritta nella nostra condizione creaturale.
La liturgia cristiana, centrata sull’Incarnazione, ha assunto la dimensione simbolica del corpo e del suo linguaggio, e ne ha fatto un «luogo teologico» per entrare in contatto col Volto trinitario di Dio.
Partendo dall’idea di «simbolo» come esperienza di apertura al mistero, questo testo vuole essere un percorso didattico di esplorazione della liturgia cristiana nelle sue relazioni con la corporeità e la vita quotidiana, per arrivare a una familiarità con il rito, scoperto come un evento salvifico scritto e compreso nel cuore della nostra vita.
Il testo è accompagnato da numerose proposte operative da realizzare in classe con i ragazzi, per aiutarli a capire in concreto i temi trattati.
L’autrice:
Monica Mosca. Insegnante di Religione cattolica nella scuola secondaria di secondo grado, vive e lavora a Torino, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Religiose e il Baccalaureato in Teologia. Scrive libri di spiritualità e meditazioni di carattere biblico, e si occupa di didattica della Religione cattolica nella scuola. Dal 2014 collabora con la rivista «L’Ora di Religione» della Editrice Elledici.

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Un libro per la beatificazione, il prossimo 30 settembre 2017, del salesiano Titus Zeman.

Il Venerabile Servo di Dio Titus Zeman,
sacerdote Salesiano slovacco,
ucciso in odio alla fede a 54 anni d’età, sarà beatificato il 30 settembre 2017 nella Capitale della Slovacchia, Bratislava.

In un nuovo libro
la testimonianza di fede di un uomo “di frontiera",
sempre presente dove si giocava la “Grande Storia"

OLTRE IL FIUME, VERSO LA SALVEZZA
Titus Zeman
martire per le vocazioni

di Lodovica Maria Zanet
(Editrice Elledici – pagine 246 – € 15,00)
«Anche se perdessi la vita, non la considererei sprecata
se almeno uno di quelli che ho aiutato
è diventato sacerdote al posto mio».

Titus Zeman
Il nuovo libro Oltre il fiume, verso la salvezza. Titus Zeman, martire per le vocazioni di Lodovica Maria Zanet, pubblicato dalla Editrice Elledici, è la storia di un uomo di confine e di frontiera, sempre presente dove si giocava la “Grande Storia".
La sua vicenda – che si intreccia a quella di molti altri testimoni sofferenti della fede del Secolo dei Totalitarismi cui questa pagine danno voce – si configura come un vero e proprio martirio per il sacerdozio e la salvezza delle vocazioni.
Il volume narra la storia di Don Titus Zeman (Vajnory, 4 gennaio 1915 – Bratislava, 8 gennaio 1969), sacerdote salesiano, docente di chimica e scienze naturali a Bratislava e Trnava, buono sportivo, che morì l’8 gennaio 1969, dopo 18 anni di persecuzione del regime.
All’inizio degli anni Cinquanta, quando gli ordini religiosi erano stati aboliti, i religiosi chiusi in conventi di concentramento e nasceva una “Chiesa" di Stato, scomunicata da Roma, don Titus sceglieva i giovani in cammino verso il sacerdozio, identificava i preti diocesani perseguitati e – rischiando la vita – li conduceva in Austria e in Italia, con un avventuroso viaggio attraverso quella che, di lì a poco, sarebbe divenuta tristemente nota come “Cortina di ferro", sottraendoli così alla rieducazione ideologica e permettendo loro di raggiungere il traguardo del sacerdozio.
Catturato dalle forze di polizia della Cecoslovacchia comunista nel 1951, condannato per alto tradimento e spionaggio, fu torturato, condannato a 25 anni di carcere duro senza condizionale e alla perdita dei diritti civili, quindi rilasciato quando il suo stato di salute era irrimediabilmente compromesso.
Ogni anno, nel giorno della sua morte, a Vajnory, piccolo paese agricolo alle porte di Bratislava, dove nacque, viene pregato come un martire della Chiesa.
Se si guarda alla sua figura si impone il riferimento ai primi cristiani che si ritrovavano nelle catacombe per rafforzare la fede e fare memoria dei “testimoni" per eccellenza, i martiri appunto. Anche un verbale redatto dalla polizia segreta (poi ripreso in una relazione del primo ministro al segretario del partito comunista) riporta una parola ignota sia alla terminologia dei servizi segreti sia all’ideologia comunista: martire. Titus Zeman è un “martire per la salvezza delle vocazioni".
Era nato nel 1915, nel primo anno della Grande Guerra. Allora esisteva ancora l’Impero austro-ungarico, vero e proprio coacervo di lingue, culture, tradizioni e tensioni esplosive: lui ne era un suddito. Aveva assistito, seppur giovanissimo, allo sfaldarsi di quel mondo; più tardi, in anni di accese lotte nazionalistiche, alle premesse del Secondo Conflitto Mondiale. Aveva conosciuto le dinamiche dei regimi totalitari, delle ideologie, di un “pensiero unico" che interpreta come oppositore e nemico chiunque rifiuti di uniformarvisi.
Durante gli anni del nazismo aveva rischiato la vita per salvare gli ebrei. Più tardi aveva corso analogo pericolo a vantaggio degli oppositori del regime comunista e dei «perseguitati a causa della giustizia» (cf Mt 5, 10). Era stato a fianco degli studenti quando i nazisti li obbligavano al lavoro duro, per velocizzare la ritirata. Aveva sperimentato la terribile legge delle carceri, in cui era entrato come “uomo destinato all’eliminazione" ed era riuscito a impedire che a tanti – credenti o atei – venisse rubata la speranza. Quando morì, in quel freddo gennaio del 1969, è ormai per molti un testimone sofferente della fede.
La vicenda di Titus, mai dimenticata in Slovacchia e intrecciata a quella di tanti altri (la beata suor Zdenka Schelingová, il Servo di Dio Michal Buzalka, Ján Chryzostom Korec – poi cardinale -, don Ernest Macák, don Alfonz Paulen, ecc.), assume nel tempo un’eco che la porta a fuoriuscire dai confini della sua Congregazione religiosa e della sua terra. In quell’alternanza di misteri gaudiosi e dolorosi che fa parte di ogni vita umana – ma che Titus ha vissuto a tinte più forti – molti iniziano a riconoscere in lui un messaggio di speranza e una memoria viva del vangelo. “Era santo ed è morto martire", si dice di Titus.
Molto conosciuto e pregato, di Titus Zeman è stata pertanto introdotta nel 2010 la Causa di Beatificazione e di Canonizzazione. La fase diocesana del processo “Super martyrio", seguita da don Jozef Slivon SDB quale vicepostulatore, si è conclusa il 7 dicembre 2012 a Bratislava.
La Santa Sede ha riconosciuto con decreto la validità dell’Inchiesta diocesana in data 28 giugno 2013. La Positio super martyrio, redatta da Lodovica Maria Zanet, autrice di questo volume, con la collaborazione di Helena Barátová, sotto la direzione del Relatore Vaticano rev. padre Zdzisław Kijas OFM-Conv., è stata consegnata nella primavera del 2015.
Papa Francesco, il 27 febbraio 2017, ha autorizzato la promulgazione del decreto di martirio, che ha aperto la strada alla beatificazione che avverrà il 30 settembre 2017 nella capitale della Slovacchia, Bratislava.
Occorre allora accostarsi alla sua vita, capirne le dinamiche, presentarne la biografia.
L’autore:
Lodovica Maria Zanet è docente di Antropologia della santità presso la Pontificia Università Salesiana di Torino. Collabora, fra l’altro, con il Dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica e l’Università di Bergamo.

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Lettera
Clicca qui e leggi le LETTERA DEL RETTOR MAGGIORE DEI SALESIANI PER LA BEATIFICAZIONE DI TITUS ZEMAN.
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Presentazione dell’autore