﻿{"id":79411,"date":"2019-01-25T14:55:12","date_gmt":"2019-01-25T13:55:12","guid":{"rendered":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/?p=79411"},"modified":"2019-01-25T14:55:12","modified_gmt":"2019-01-25T13:55:12","slug":"4-ti-spiego-la-messa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/4-ti-spiego-la-messa\/","title":{"rendered":"4. Ti Spiego la Messa"},"content":{"rendered":"<section class=\"kc-elm kc-css-275926 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-382208 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-552592 kc_text_block\"><\/p>\n<p><strong><em>Prepariamo\u00a0i nostri piccoli\u00a0<\/em><\/strong><em><strong>alla comprensione delle parti della Santa Messa<\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N.\u00a010 &#8211; 20<\/strong>gen<strong>2019)\u00a0La chiesa.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_17.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N.\u00a09 &#8211; 13<\/strong>gen<strong>2019)\u00a0I Simboli della liturgia.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_16.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N.\u00a08 &#8211; 30<\/strong>dic<strong>2018)\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>I collaboratori.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La liturgia \u00e8 un azione comunitaria. La celebrazione dell&#8217;Eucarestia \u00e8 sempre valida anche se e quando il sacerdote si ritrova a celebrarla da solo.<br \/>\nMa il senso di comunit\u00e0, tanto nei giorni feriali\u00a0quanto in quelli festivi, risalta e riempie i cuori\u00a0<strong>nella variet\u00e0 dei ministeri<\/strong>, ossia dei compiti che ciascun fedele svolge.<br \/>\nGli\u00a0<strong>addetti a servizio all&#8217;altare<\/strong>, in maniera sempre composta, silenziosa, con movimenti sobri e incedere soave in tutti gli spostamenti e i passaggi<br \/>\n<em>(evitando di attirare l&#8217;attenzione su di s\u00e8 con acconciature o abbigliamento stravagante,<br \/>\ncon fare distratto o disordinatamente affaccendato, colpi di tosse ricorrenti, risolini,\u00a0ecc&#8230;)<\/em><br \/>\ncontribuiranno, come degli angeli, a\u00a0far convergere tutta l&#8217;attenzione<br \/>\nsull&#8217;ascolto della Parola dall&#8217;ambone<br \/>\ne nel rivivere all&#8217;altare l&#8217;Ultima Cena di Ges\u00f9.<br \/>\nIl\u00a0<strong>coro<\/strong>\u00a0ben guidato, si occupa di\u00a0abbellire i vari momenti della messa cercando di invogliare l&#8217;assemblea al canto senza sostituirsi ad essa completamente.<br \/>\nGli\u00a0<strong>strumentisti<\/strong>\u00a0accompagnano il canto, con l&#8217;attenzione\u00a0che il volume della musica non sovrasti quello delle\u00a0voci.<br \/>\nI\u00a0<strong>lettori<\/strong>, consapevoli del compito di prestare la loro\u00a0voce affich\u00e8 la Parola di Dio giunga chiara e ben impostata alle orecchie dei fedeli,<br \/>\ndevono far attenzione che le labbra siano ben allineate col microfono, adeguatamente funzionante con tutto l&#8217;impianto di amplificazione.<br \/>\nEd \u00e8 preferibile che, avendo letto in anticipo i testi che andranno a proclamare, chiedano consiglio\u00a0di come si pronunciano alcune parole di uso non frequente o nomi particolari.<br \/>\nColoro che accompagnano la\u00a0<strong>processione offertoriale<\/strong>,\u00a0hanno cura di recarsi\u00a0in tempo nei pressi del tavolino da dove prenderanno pane, vino e altri segni utili.<br \/>\nAllo stesso modo, gli\u00a0<em>incaricati di svariati altri compiti\u00a0<\/em>(raccolta delle offerte, distribuzione di libretti dei canti, foglietti per la messa,\u00a0avvisi settimanali, ecc&#8230;)<br \/>\ndevono far tutto con spirito di servizio e non\u00a0con il sottile intento di\u00a0mettersi in mostra&#8230;<br \/>\nE\u00a0<strong><em>la gran parte dei fedeli<\/em><\/strong>\u00a0presenti, pur non avendo compiti particolari, contribuir\u00e0 all&#8217;edificazione vicendevole<br \/>\nattraverso una partecipazione attenta, rispondendo alle acclamazioni, mettendo a tacere\u00a0il telefonino&#8230;<\/p>\n<p>In una\u00a0<strong><em>liturgia ben preparata<\/em><\/strong>, ben curata e ben partecipata<br \/>\ntutti si \u00e8 al servizio gli uni degli altri,<br \/>\nnessuno \u00e8 indispensabile,<br \/>\ntutti spossono rendersi utili&#8230;<br \/>\nper vivere al meglio e sempre fruttuosamente il proprio incontro con il Signore Ges\u00f9!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_15.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N.\u00a07 &#8211; 23<\/strong>dic<strong>2018)\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>I Colori della Liturgia.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>I paramenti del sacerdote, come i veli che ricoprono l&#8217;ambone\u00a0e orlano l&#8217;altare, cambiano di colore a seconda del\u00a0<em><strong>periodo liturgico<\/strong>\u00a0<\/em>o della\u00a0<strong><em>festivit\u00e0 del giorno<\/em><\/strong>, come \u00e8 indicato nello\u00a0specchietto di seguito&#8230;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_13.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_14.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N.\u00a06 &#8211; 16<\/strong>dic<strong>2018)\u00a0<\/strong><strong>La Liturgia Eucaristica&#8230;<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&#8230;si sta avviando verso la Comunione. Il sacerdote invita\u00a0<strong>TUTTI<\/strong>\u00a0i fedeli, quelli che facendo la comunione riceveranno Ges\u00f9 e quelli che per diverse situazioni se ne asterranno, ad unirsi spiritualmente a\u00a0Lui. Con l&#8217; &#8220;Agnello di Dio\", chiediamo ancora perdono a Colui che ha dato la sua vita\u00a0a motivo dei nostri peccati per riconciliarci col Padre, riconoscendoci bisognosi di tutto questo e desiderosi della sua pace.<\/p>\n<p>Mostrando ancora ai fedeli\u00a0l&#8217;ostia sacra e spezzata (si ricorda cos\u00ec il Cristo crocifisso), il celebrante introduce le parole cariche di fede del centurione\u00a0<em>(uomo<\/em>\u00a0<em>di per s\u00e9\u00a0non appartenente al popolo eletto!)<\/em>\u00a0che tutti facciamo nostre:\u00a0<strong>chi<\/strong>\u00a0si trova nell&#8217;incertezza di poter accedere alla comunione\u00a0<em>(pur non avendo peccati gravi)<\/em>\u00a0affinch\u00e9 superi il suo senso di indegnit\u00e0 e aderisca con slancio all&#8217;invito di Ges\u00f9\u00a0<em><strong>(non siamo noi che &#8220;facciamo\" la comunione&#8230; \u00e8 Ges\u00f9\u00a0che si dona!)<\/strong><\/em>; e\u00a0<strong>chi<\/strong>\u00a0vive situazioni di vita non compatibili con il senso profondo dei sacramenti\u00a0<em>(ai quali, per questo,\u00a0non pu\u00f2 accedere)<\/em>\u00a0affinch\u00e9 viva la comunione &#8220;spirituale\" e invochi l&#8217;aiuto dall&#8217;alto per vivere con rettitudine la sua vita.<\/p>\n<p>La processione verso la comunione, accompagnata dal canto e dal raccogliemento,\u00a0resta l&#8217;immagine\u00a0della\u00a0<strong>Chiesa in cammino verso Cristo<\/strong>. Ancora un atto di fede viene richiesto nell&#8217;atto di ricevere l&#8217;Eucarestia\u00a0<em>(sulle mani ben aperte o direttamente in bocca)<\/em>: pronunciare la parola &#8220;<strong>Amen<\/strong>\"\u00a0<em>(=\"Si, \u00e8 cos\u00ec, credo che questo \u00e8 il Corpo di Cristo!\")<\/em>. La compostezza del momento, poi,\u00a0impone che non si facciano inchini, che non si sposti la testa, che non si faccia uno scatto all&#8217;indietro, che ci si\u00a0allontani dalla parte esterna della fila senza intralciare gli altri fedeli, che non si facciano svariati metri con l&#8217;ostia in mano prima di portarla alla bocca. Tornando al posto, ci si raccoglie in silenzio o ci si accorda con\u00a0i\u00a0canti di comunione o di ringraziamento. Normalmente, quello che fanno i ministri nel loro compito di\u00a0riordinare l&#8217;altare o\u00a0di riporre nel Tabernacolo\u00a0le ostie avanzate, non dovrebbe interessare: ciascuno prega il Signore presente nel Sacramento e appena ricevuto nel proprio corpo.<\/p>\n<p>Queste semplici raccomandazioni ci fanno concludere\u00a0<strong><em>la terza parte<\/em><\/strong>\u00a0della messa e ci fanno passare direttamente all&#8217;ultima: il\u00a0<strong>Rito di Conclusione<\/strong>.<\/p>\n<p>1. Qualche\u00a0<strong>avviso<\/strong>\u00a0aiuta a tenere il passo con gli appuntamenti della vita della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>2. La\u00a0<strong>preghiera conclusiva<\/strong>\u00a0riprende il tema della liturgia ed esorta ad un rinnovato impegno nella vita.<\/p>\n<p>3. La\u00a0<strong>benedizione<\/strong>\u00a0finale infonde l&#8217;incoraggiamento di Dio a perseverare senza indugi nella vita di fede.<\/p>\n<p>4. Le\u00a0<strong>parole di congedo e il canto finale<\/strong>\u00a0sciolgono l&#8217;assemblea e ci ricordano che la messa, intesa come &#8220;incontro con Cristo\" prosegue nella vita di ogni giorno, al di fuori della chiesa e al di l\u00e0 di tempi &#8220;riservati\" per pregare Dio.<\/p>\n<p><strong>SE LA MESSA \u00c8 STATA VISSUTA CON PARTECIPAZIONE E RACCOGLIMENTO,<br \/>\n<\/strong><em>se si sar\u00e0 tenuto il telefonino spento&#8230;<br \/>\nse non ci si \u00e8 distratti con pensieri inutili&#8230;<br \/>\n<\/em><em>se non si \u00e8 passato il tempo a chiacchierare&#8230;<\/em><br \/>\n<em>se non si \u00e8 passato tutto il tempo a guardare l&#8217;orologio&#8230;<\/em><br \/>\n<strong>SI USCIR\u00c0 DALLA CHIESA MIGLIORI DI COME SI \u00c8 ENTRATI,<br \/>\nPI\u009d\u00d9 DISPONIBILI AD AMARE E SERVIRE DIO E IL PROSSIMO,<br \/>\nPI\u00d9 RICCHI NELLO SPIRITO E RADIOSI IN VOLTO,<br \/>\nINTIMAMENTE CONVINTI CHE &#8220;SENZA LA MESSA NON \u00c8 DOMENICA\",<br \/>\nCHE SENZA LA MESSA IL CRISTIANO NON PU\u00d2 STARE.<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_11.jpg\" alt=\"\" width=\"762\" height=\"1061\" \/><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_12.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N. 5 &#8211; 9<\/strong>dic<strong>2018)\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>Proseguendo in questa\u00a0terza parte della messa, la Liturgia Eucaristica&#8230;<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&#8230;ci ha fatto appena\u00a0rievocare il festoso ingresso di Ges\u00f9 a Gerusalemme, tra i cori del &#8220;Santo\".<\/p>\n<p>Ora siamo nel Cenacolo, con gli Apostoli, accanto a Ges\u00f9, da Lui invitati a rivivere la sua Ultima Cena. Questa parte della messa \u00e8 un&#8217;altra splendida invenzione del Signore: noi tutti duemila anni fa non eravamo presente nell&#8217;atto culminante della Storia della Salvezza. Ma\u00a0<strong><em>QUELL&#8217;EVENTO<\/em><\/strong>, grazie alla liturgia, ci raggiunge nell&#8217;oggi:\u00a0nella persona, per le mani e la voce del sacerdote, e grazie all&#8217;azione dello Spirito Santo vivo e operante nella vita della Chieda e nei Sacramenti, Ges\u00f9 stesso\u00a0<strong><em>cambia<\/em><\/strong>\u00a0il pane e il vino nel suo\u00a0<strong>vero corpo<\/strong>\u00a0e nel suo\u00a0<strong>vero sangue<\/strong>. Propriamente, non \u00e8 una &#8220;trasformazione\" del pane e del vino (dal momento che proprio la &#8220;forma\" resta la stessa!): ma un &#8220;cambiamento della sostanza\". Oh povert\u00e0 del nostro linguaggio che ci fa dire in maniera imperfetta &#8220;<em>pane e vino si trasformano in Ges\u00f9<\/em>&#8220;&#8230;! Dovremmo imparare a dire che &#8220;<em>si transustanziano in Ges\u00f9<\/em>&#8220;&#8230;, ma capiamo che si tratta di un linguaggio un po&#8217; difficile. L&#8217;importante, per\u00f2, \u00e8 che i fedeli piccoli e adulti con gli occhi della fede vedano e capiscano quello che avviene sull&#8217;altare. Ges\u00f9 \u00e8 qui!<\/p>\n<p>E le parole della Preghiera Eucaristica ci invitano ad associarci al grande ringraziamento di Ges\u00f9 al Padre per aver amato ciascun uomo nel crearlo libero e nell&#8217;averlo salvato da quel cattivo uso della sua stessa libert\u00e0 che chiamiamo &#8220;<em>peccato<\/em>&#8220;.\u00a0Da figli disobbedienti e\u00a0bricconcelli quali siamo, meriteremmo solamente castighi e punizioni&#8230; e invece Lui ci perdona continuamente e pazientemente aspetta che lo riamiamo &#8211; finalmente, liberamente, convintamente &#8211; come Padre!<\/p>\n<p>Il sacerdote invita a riconoscere tutto\u00a0questo: \u00e8 &#8220;<strong>Mistero della Fede!<\/strong>\" e noi come assenso pieno rispondiamo insieme &#8220;<strong>Annunciamo la tua morte, Signore \/ proclamiamo la tua Resurrezione \/ nell&#8217;attesa della tua venuta!<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Seguono\u00a0preghiere per il papa, i vescovi, i sacerdoti e l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani &#8230; il ricordo dei defunti &#8230; l&#8217;invocazione dei santi a protezione del nostro stesso cammino terreno verso il Regno dei Cieli.<\/p>\n<p>Tutto viene riassunto nell&#8217;offerta che il sacerdote rivolge\u00a0alzando il corpo e il calice con il sangue di Ges\u00f9, e insieme con Lui anche noi\u00a0<strong>CI OFFRIAMO al Padre<\/strong>\u00a0con un convinto &#8220;<strong>AMEN!<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Padre Nostro<\/strong>\u00a0e lo\u00a0<strong>Scambio della Pace<\/strong>\u00a0esprimono il nostro riconoscerci suoi Figli e fratelli tra di noi proprio grazie a Ges\u00f9.\u00a0\u00a0<em>(segue)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_09.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_10.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N. 4 &#8211; 2<\/strong>dic<strong>2018)<\/strong><strong>\u00a0E siamo alla\u00a0terza parte della messa: la Liturgia Eucaristica.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Mentre il ministro (sacerdote o diacono) stende sull&#8217;altare il &#8220;corporale\" (=un quadrato di stoffa rigida che accoglier\u00e0 i sacri vasi contenenti il Corpo di Cristo), dal centro o dal fondo della chiesa vengono portate le offerte:\u00a0il pane\u00a0e\u00a0il vino da consacrare, il denaro o ceste di viveri per le necessit\u00e0 della chiesa e per i poveri, alcuni oggetti simbolici\u00a0<em>(che sar\u00e0 bene accompagnare da una spiegazione)<\/em>\u00a0indicanti l&#8217;offerta spirituale dell&#8217;assemblea a seconda del tema del giorno o di un particolare periodo liturgico. Si abbia cura di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;<strong><em>offerto<\/em><\/strong>\" a Dio, da ci\u00f2 che \u00e8\u00a0<strong><em>segno<\/em><\/strong>\u00a0di qualcos&#8217;altro (un impegno, un atteggiamento che si vuole assumere, ecc&#8230;): ad esempio, il pallone portato all&#8217;altare non viene &#8220;offerto\", dal momento che poi viene nuovamente adoperato per il gioco, ma viene indicato come simbolo di amicizia, di fraternit\u00e0, di rispetto del prossimo, o altro. E lo stesso dicasi per un cartellone, una lampada, un mappamondo, lo zaino con i libri di scuola, e cos\u00ec via.<br \/>\nComunque venga organizzata la processione offertoriale, in questo momento della messa ciascun fedele, interiormente,\u00a0<strong>offre e depone ai piedi dell&#8217;altare la sua stessa vita<\/strong>: le proprie opere buone, le proprie sofferenze, qualche preoccupazione, qualche sacrificio accettato come penitenza o come atto di amore per il prossimo&#8230; Nulla di ci\u00f2 che si sta vivendo \u00e8 estraneo n\u00e9 di poco conto agli occhi di Dio! Raccogliersi in preghiera e unire la propria vita all&#8217;offerta che Ges\u00f9 fa di se stesso al Padre fa pienamente parte del significato profondo della messa e di una partecipazione viva, intensa e fruttuosa.<\/p>\n<p>Oltre al vino, il sacerdote lascia cadere nel calice alcune goccioline d&#8217;acqua, accompagnando il gesto dalle parole sottovoce<br \/>\n&#8220;<em>L\u2019acqua unita al vino sia segno della nostra unione<br \/>\ncon la vita divina di colui<br \/>\nche ha voluto assumere la nostra natura umana<\/em>&#8220;.<br \/>\n<strong><em>\u00a0\u00a0 San Cipriano di Cartagine<\/em><\/strong>\u00a0(III sec.)\u00a0in una delle sue lettere,\u00a0indirizzata a Cecilio, legge in questo gesto la mescolanza dell\u2019umanit\u00e0 con il Cristo:<br \/>\n&#8220;<em>Se qualcuno offrisse solo vino,<br \/>\nil sangue di Cristo inizierebbe a essere senza di noi.<br \/>\nSe invece ci fosse solo acqua,<br \/>\nallora il popolo inizierebbe a essere senza Cristo<\/em>\u201d (<em>Epistola 63,13<\/em>).<br \/>\nAnche\u00a0<strong><em>san Tommaso D\u2019Aquino<\/em><\/strong>\u00a0(XIII sec.) nella\u00a0<em>Summa theologiae<\/em>\u00a0difende quest\u2019uso, dandovi quattro ragioni differenti,\u00a0tra cui\u00a0quella di significare l\u2019unione del popolo cristiano con Cristo.<\/p>\n<p>Con la\u00a0<strong>Preghiera sopra le offerte<\/strong>, il sacerdote invita l&#8217;assemblea a vivere con fede la fase successiva della messa: la grande preghiera eucaristica.\u00a0<em>(segue)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_07.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_08.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N. 3 &#8211; 25<\/strong>nov<strong>2018)\u00a0<\/strong><strong>La seconda parte della messa\u00a0<\/strong>(Liturgia della Parola)<strong>\u00a0prevede, ancora:<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>(oltre a: 1. l&#8217;ascolto della\u00a0<strong>Parola di Dio<\/strong><br \/>\n2.\u00a0la spiegazione da parte del celebrante, comunemente detta &#8220;<strong>omelia<\/strong>&#8220;, gi\u00e0 trattati&#8230;)<\/em><br \/>\n<strong>3.<\/strong>\u00a0la recita del\u00a0<strong>Credo<\/strong><br \/>\n<strong>4.<\/strong>\u00a0le\u00a0<strong>Preghiere dei Fedeli<\/strong>.<\/p>\n<p>Alla Parola di Dio proclamata, ascoltata, spiegata, applicata alla vita\u00a0e accolta come dono di Dio in persona, segue qualche istante di\u00a0<strong>SILENZIO<\/strong>. Questo tipo di pause meditative tra un momento e un altro della messa, normalmente, non devono essere vissute con disagio, perplessit\u00e0, incertezza&#8230; come se stesse accadendo qualcosa di strano o qualcuno si fosse dimenticato qualcosa di necessario e vi si stesse provvedendo&#8230; No! Le pause sono utilissime per l&#8217;interiorizzazione di quanto\u00a0si sta vivendo o di una parola che ha colpito particolarmente. Cos\u00ec \u00e8 dopo l&#8217;omelia del celebrante.<br \/>\n&#8211; La prima risposta dell&#8217;assemblea al Signore\u00a0\u00e8, cos\u00ec, la proclamazione della\u00a0nostra fede: di domenica in domenica ci ricordiamo e rafforziamo la convinzione nelle verit\u00e0 contenute nel\u00a0<strong>CREDO<\/strong>. A seconda del periodo liturgico o del tipo di celebrazione, il Credo pu\u00f2 essere espresso nella formula (abituale) del\u00a0<strong>Simbolo Niceno-Costantinopolitano<\/strong>, oppure in quella del\u00a0<strong>Simbolo degli Apostoli<\/strong>\u00a0(pi\u00f9 breve), o ancora mediante la formula interrogativa delle<strong>\u00a0Promesse Battesimali<\/strong>\u00a0(<em>pag. 180 del Messale Romano<\/em>).<br \/>\n&#8211; La seconda risposta \u00e8 poi la serie di\u00a0<strong>PREGHIERE DEI FEDELI<\/strong>, lette solitamente dal foglietto ufficiale dell&#8217;assemblea, oppure (meglio!) preparate dal Gruppo Liturgico parrocchiale o a turno dai vari gruppi, associazioni o movimenti incaricati di animare la liturgia. Solitamente la prima di queste preghiere \u00e8 espressa a beneficio della Chiesa universale, la seconda \u00e8 formulata per varie categorie del genere umano (governanti, nazioni, fedeli di altre religioni, professioni varie, ecc&#8230;), le altre\u00a0 considerano situazioni contingenti, del posto\u00a0o di ricorrenze particolari, alla luce degli\u00a0spunti e dei\u00a0temi offerti dal Vangelo. Ci si ricordi per\u00f2 che\u00a0oltre alle preghiere che vengono\u00a0&#8220;lette\",\u00a0<strong><em>anche Dio legge nei nostri cuori<\/em><\/strong>\u00a0le preghiere che ci portiamo dentro, per il prossimo, per le persone che ci sono care, per i defunti che amiamo ricordare e anche per le nostre necessit\u00e0. Sar\u00e0 dunque bene che il celebrante riservi degli istanti\u00a0di silenzio prima di riassumere tutto nell&#8217;orazione conclusiva. Il canto di offertorio chiude la Liturgia della Parola e introduce la Liturgia Eucaristica.\u00a0<em>(segue)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_06.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>(N. 2 &#8211; 18<\/strong>nov<strong>2018)\u00a0La seconda parte della messa prevede:<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>1.<\/strong>\u00a0l&#8217;ascolto della\u00a0<strong>Parola di Dio<\/strong><br \/>\n<strong>2.<\/strong>\u00a0la spiegazione da parte del celebrante, comunemente detta &#8220;<strong>omelia<\/strong>\"<br \/>\n<em>3.<\/em>\u00a0la recita del\u00a0<strong>Credo<\/strong><br \/>\n<em>4.<\/em>\u00a0le\u00a0<strong>Preghiere dei fedeli<\/strong>.<\/p>\n<p>Soffermandoci questa domenica sui primi due punti, va detto che l&#8217;assemblea deve prestare la massima attenzione a ci\u00f2 che viene letto: non sono\u00a0puri e semplici modi di dire, o fatti e fatterelli del passato&#8230;\u00a0<strong>\u00e8 Dio che ci parla<\/strong>!\u00a0<strong>\u00e8 la Storia della Salvezza che\u00a0ci raggiunge nell&#8217;oggi<\/strong>!\u00a0sono le opere di Dio compiute nel tempo attraverso il popolo eletto e giunte a compimento nel dono del Messia atteso che ha rivelato il volto di Dio, che ha realizzato la salvezza dell&#8217;uomo, che ha rivelato all&#8217;umanit\u00e0 il suo destino eterno!<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 e non deve trovarci ascoltatori annoiati, distratti, frettolosi&#8230; E tutta\u00a0l&#8217;assemblea deve\u00a0favorire l&#8217;<strong>ascolto attento\u00a0<\/strong>(<em>lettori ben preparati, pause di silenzio tra una lettura e l&#8217;altra,\u00a0microfoni funzionanti e senza interferenze fastidiose, ecc&#8230;<\/em>) e ridurre al minimo i\u00a0<strong>fattori di distrazione\u00a0<\/strong>(<em>rumori di ogni genere, cigolii di porte, inginocchiatoi ribaltabili, sedie che si spostano, persone che vanno e vengono, squilli di cellulare, ecc&#8230;<\/em>).<\/p>\n<p>Nel libro del profeta Amos\u00a0<strong>la Parola di Dio \u00e8 paragonata ad un ruggito<\/strong>: \u00ab<em>Il Signore ruggisce da Sion e da Gerusalemme fa udire la sua voce<\/em>\u00bb (Am 1,2). Questo ruggito \u00e8 una vera e propria manifestazione di Dio, come la voce del tuono: \u00ab<em>Ruggisce il leone: chi non trema? Il Signore ha parlato: chi pu\u00f2 non profetare?<\/em>\u00bb (Am 3,8). Cos\u00ec, l&#8217;assemblea deve accogliere la proclamazione delle Sacre Scritture come il dono\u00a0che Dio ci fa oggi,\u00a0nel contesto storico e personale che stiamo vivendo\u00a0<strong>adesso<\/strong>: qui ed oggi\u00a0Dio\u00a0<strong>ci<\/strong>\u00a0parla, Dio\u00a0<strong>mi<\/strong>\u00a0parla.\u00a0E a ben guardare, ad ogni partecipazione attenta alla messa vi \u00e8 sempre almeno una frase, una parola, un&#8217;espressione, un dialogo, un insegnamento&#8230; che viene a nutrire la mia, la nostra vita spirituale;\u00a0che viene a consolarmi da una pena; che\u00a0mi \u00e8 di stimolo per la mia fede; che illumina la mia situazione di coscienza e i rapporti col prossimo; che mi fa apprezzare di pi\u00f9 il fascino della persona di Ges\u00f9. Ed ha il potere di\u00a0renderci migliori e di\u00a0accrescere la nostra amicizia con Dio!<\/p>\n<p>Solitamente il\u00a0<strong>Vangelo<\/strong>\u00a0\u00e8 collegato, richiamato o\u00a0preparato dalla\u00a0<strong>Prima lettura<\/strong>, che\u00a0\u00e8 tratta dall&#8217;Antico Testamento e\u00a0alla quale l&#8217;assemblea esprime il suo assenso mediante\u00a0i versetti del\u00a0<strong>Salmo<\/strong>, detto appunto &#8220;responsoriale\", cio\u00e8 &#8220;di risposta\" a quanto ascoltato;\u00a0la\u00a0<strong>Seconda\u00a0lettura<\/strong>\u00a0(presa dalle Lettere apostoliche, o dagli Atti degli Apostoli o dal Libro dell&#8217;Apocalisse), invece, non \u00e8 necessariamente collegata al tema della domenica.<\/p>\n<p>Al sacerdote, poi, il compito di spiegare le letture, di attualizzare la Parola di Dio, di sviluppare il tema del giorno, facilitando l&#8217;applicazione alla vita che ciascuno far\u00e0 da parte sua. E di farlo in tempi ragionevolmente contenuti,\u00a0con un linguaggio comprensibile e capace di far presa sull&#8217;uditorio, con un tono per lo pi\u00f9 esortativo e mai colpevolizzante, senza pensare di sostituirsi all&#8217;azione dello Spirito di Dio che parla ai cuori. L&#8217;<strong>omelia<\/strong>\u00a0va preparata, e non improvvisata sul momento come attingendo ad un repertorio. Va pregata e\u00a0meditata gi\u00e0 lungo la settimana. E i contenuti, gli esempi, i modi vanno calibrati alla tipologia di assemblea che si ha davanti.<\/p>\n<p>Per quanto importante (se non addirittura\u00a0<em><strong>strategico<\/strong><\/em>, in ottica di una pastorale ben curata!), tuttavia\u00a0da parte dei fedeli questo momento della messa costituisce\u00a0<strong><em>un elemento accessorio<\/em><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><em>non essenziale\u00a0<\/em><\/strong>del proprio personale incontro con Ges\u00f9 nell&#8217;Eucarestia. Il fedele\u00a0dalla spiritualit\u00e0 matura\u00a0benedir\u00e0 in cuor\u00a0suo\u00a0il Signore per un&#8217;omelia gradevole, interessante, ben fatta, ricca di spunti utili&#8230; E\u00a0sapr\u00e0 anche offrirla come forma di penitenza\u00a0se l&#8217;avr\u00e0 trovata lunga, noiosa e inconcludente&#8230;!\u00a0<em>(segue)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_04.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_05.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><em>(N. 1)\u00a0Da questa domenica 11 novembre 2018\u00a0(32<sup>a<\/sup>\u00a0del Tempo Ordinario &#8220;B\") in due riquadri per volta, proponiamo una semplice presentazione delle parti della messa e del loro significato (utile anche per giovani e adulti!). Buona catechesi!<br \/>\n<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>PRESENTAZIONE GENERALE<\/strong><br \/>\nNon siamo noi che &#8220;andiamo a messa\": \u00e8 Ges\u00f9 stesso che ci rivolge l&#8217;invito di prender parte alla sua Ultima Cena, e lo fa attraverso la persona del Sacerdote che &#8220;gli presta\" gesti e voce. Ges\u00f9 vuole associarci alla sua grande preghiera di ringraziamento che rivolge al Padre, affinch\u00e9 pure noi diventiamo pi\u00f9 simili a Lui nell&#8217;ascolto della sua Parola e nell&#8217;offerta di noi stessi a Dio e al prossimo. Per questo la messa \u00e8 il luogo privilegiato per il\u00a0<strong>nostro personale incontro con Ges\u00f9 vissuto nella fede<\/strong>.<\/p>\n<p>La &#8220;messa\" o Celebrazione dell&#8217;Eucaristia si compone di\u00a0<strong>QUATTRO PARTI<\/strong>\u00a0(<em>a loro volta comprendenti diversi momenti<\/em>):<br \/>\nI. i Riti di Introduzione<br \/>\nII. la Liturgia della Parola<br \/>\nIII. la Liturgia Eucaristica<br \/>\nIV. i Riti di Conclusione<\/p>\n<p>Fanno parte dei riti introduttivi:<br \/>\n1. il\u00a0<strong>Canto Iniziale<\/strong>\u00a0(scelto solitamente in modo da dare il tono generale al tema della domenica);<br \/>\n2. il\u00a0<strong>Saluto del Celebrante<\/strong>, (che dopo il\u00a0<strong>Segno della Croce(*)<\/strong>\u00a0saluta\u00a0ed esorta i fedeli alla partecipazione viva e attenta);<br \/>\n3.\u00a0l&#8217;<strong>Atto Penitenziale<\/strong>\u00a0(che, se vissuto con la giusta devozione, comporta la\u00a0<em><strong>remissione dei peccati veniali<\/strong><\/em>: tale remissione non \u00e8 &#8220;automatica\", perch\u00e9 frequentemente lo si compie con totale distrazione&#8230; ma se si partecipa\u00a0con le dovute disposizioni,\u00a0tutta la Messa produce come effetto la remissione dei peccati veniali\u00a0&#8211; Catechismo della\u00a0Chiesa Cattolica n.\u00a01394\u00a0&#8211; pur restando vivamente raccomandato, anche per questa remissione, accostarsi al Sacramento della Riconciliazione);<br \/>\n4. il canto o la declamazione dell&#8217;<strong>Inno di Gloria<\/strong>;<br \/>\n5. la\u00a0<strong>Preghiera di Colletta<\/strong>, che raccorda gli animi di ciascun fedele con lo spirito generale dell&#8217;Assemblea, e conclude la parte iniziale della messa richiamandone il tema portante.<\/p>\n<p>\u00c8 anche bene che i lettori della Parola di Dio (o, prima di essi, quelli\u00a0delle introduzioni) attendano alcuni secondi prima di cominciare, in modo che tutti si siano seduti e non ci siano rumori che pregiudichino o impediscano un ascolto attento.<\/p>\n<p><strong>(*)<\/strong>\u00a0Il Segno di Croce\u00a0(<em>mano sinistra sul petto<\/em>)<br \/>\n<strong>\u2022<\/strong><strong>\u00a0Nel nome del Padre<\/strong>&#8230; (<em>ci tocchiamo il capo perch\u00e9 Lui \u00e8 in alto, \u00e8 colui che ci ha creati. Ed \u00e8 il centro dei nostri pensieri e della nostra intelligenza.<\/em>)<br \/>\n<strong>\u2022 e del Figlio<\/strong>&#8230; (<em>mettiamo la mano sul cuore perch\u00e9 Ges\u00f9 ci ha amati talmente tanto da dare la sua vita per noi. Si \u00e8 incarnato, \u00e8 morto e risorto per la nostra salvezza<\/em>)<br \/>\n<strong>\u2022 e dello Spirito Santo<\/strong>&#8230; (<em>la nostra mano tocca le spalle perch\u00e9 lo Spirito Santo, il dono di Ges\u00f9 risorto per noi, rappresenta l\u2019abbraccio di Dio<\/em>)<\/p>\n<p><em>\u25ba da una catechesi di papa Francesco, all&#8217;Udienza Generale del 18 aprile 2018.\u00a0(segue)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_02.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Ti_spiego_la_messa_03.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"1049\" \/><\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[142,143,148,145],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79411"}],"collection":[{"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79411\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}