﻿{"id":9128,"date":"2018-08-27T14:44:04","date_gmt":"2018-08-27T12:44:04","guid":{"rendered":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/?p=9128"},"modified":"2018-08-27T14:44:04","modified_gmt":"2018-08-27T12:44:04","slug":"9128-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/9128-2\/","title":{"rendered":"Il prodigio di Lisbona"},"content":{"rendered":"<p><section class=\"kc-elm kc-css-597376 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-413529 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-274145 kc_text_block\"><p>\n<strong><em>Un romanzo che ripercorre la storia del Celtic Foot Ball Club<br \/>\n<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Un&#8217;affascinante favola sportiva, in cui una squadra di calcio, nata in Scozia con lo scopo di aiutare i poveri delle misere periferie di Glasgow,<br \/>\nnel 1967 conquista il titolo di Campione d&#8217;Europa.<br \/>\n<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>IL PRODIGIO DI LISBONA<br \/>\nDa una periferia scozzese alla Coppa dei Campioni&#8230;<br \/>\npassando per Fatima<\/strong><br \/>\ndi\u00a0<strong><em>Paolo Gulisano<\/em><\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\" alignleft\" src=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/UFF_IMG_Il_prodogio_di_Lisbona.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"306\" \/>Il nuovo romanzo\u00a0<strong>IL PRODIGIO DI LISBONA. Da una periferia scozzese alla Coppa dei Campioni&#8230;passando per Fatima<\/strong>, della collana &#8220;Storie di vita\" della Editrice Elledici, prende spunto da un evento realmente accaduto cinquant&#8217;anni fa:\u00a0<strong>un&#8217;affascinante favola sportiva, in cui una squadra di calcio, nata in Scozia con lo scopo di aiutare i poveri delle misere periferie di Glasgow, nel 1967 conquista il titolo di Campione d&#8217;Europa.\u00a0<\/strong><br \/>\nIn attesa della storica finale, nel romanzo si intrecciano varie storie e vicende, emozionanti e commoventi.<br \/>\nNe risulta un\u00a0<strong>affresco vivace e coinvolgente<\/strong>, in cui tra<strong>\u00a0fatti, luoghi e persone reali e realmente accaduti, e alcuni personaggi e circostanze che sono frutto dell&#8217;immaginazione dell&#8217;Autore<\/strong>\u00a0si ripercorre la storia del\u00a0<strong>Celtic Football Club<\/strong>\u00a0e dei suoi atleti; emergono personaggi e storie di profonda fede e umanit\u00e0 attraverso una\u00a0<strong>narrazione che ha il respiro del romanzo storico<\/strong>\u00a0e una galleria di personaggi famosi e sconosciuti, tutti portatori di messaggi e valori profondi.<br \/>\nUna lettura originale di un\u00a0<strong>periodo storico<\/strong>\u00a0in cui risuonava ancora l&#8217;eco dei drammatici eventi della\u00a0<strong>guerra e del primo dopoguerra<\/strong>.<br \/>\nL&#8217;autore specifica che la storia del Celtic Foot Ball Club e dei suoi atleti, cos\u00ec come emerge dalle pagine di questo libro, \u00e8 tutta vera. La finale del 1967 e tutti gli avvenimenti sportivi raccontati si svolsero come descritto.<br \/>\nLe figure letterarie inventate sono diverse. In primo luogo Peter Smyth, cos\u00ec come il suo giornale e il suo direttore.<br \/>\n\u00c8 tuttavia vero che la Royal Air Force bombard\u00f2 Napoli e altre citt\u00e0 con attacchi provenienti da Malta. \u00c8 vero che esistette il campo di prigionia di Fossoli di Carpi, che dopo la fuga dei prigionieri britannici divenne un campo di concentramento per ebrei e antifascisti.<br \/>\nLa figura di Antonio e della famiglia Azzoni \u00e8 inventata, ma \u00e8 tristemente vero che esponenti delle brigate comuniste uccisero tanti innocenti, durante la guerra e fino al 1946, compresi il seminarista Rolando Rivi e don Umberto Pessina, citati nel libro, cos\u00ec come Nutrizio, Attilio Giordani, Giovannino Guareschi.<br \/>\nSono inventate le figure di Brian e Desmond, e dei pellegrini a Fatima, mentre \u00e8 reale l&#8217;esistenza del movimento della Legione di Maria, del suo fondatore Frank Duff, di Alfie Lambe.<br \/>\nE infine, \u00e8 meravigliosamente vera la Coppa dei Campioni che fa bella mostra di s\u00e9 nella sala dei trofei del Celtic Park.<br \/>\n<strong>Premessa<\/strong><br \/>\nNel novembre del 1887 venne fondato in uno dei pi\u00f9 poveri quartieri di Glasgow, in Scozia, il Celtic Foot Ball Club.<br \/>\nIl Celtic, destinato in seguito a diventare uno dei pi\u00f9 prestigiosi club calcistici al mondo, nacque come una sorta di \u00absquadra dell&#8217;oratorio\u00bb, per iniziativa di un religioso marista, fratello Walfrid, originario<br \/>\ndella Contea irlandese di Sligo.<br \/>\nGlasgow, dalla met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, aveva accolto decine di migliaia di irlandesi che cercavano lavoro, sfuggendo alla miseria che imperversava sulla loro terra, e che ricoprivano i ruoli pi\u00f9 poveri: minatori, muratori, operai nelle fabbriche di una delle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 industriali del Regno.<br \/>\nVivevano in tuguri, in quartieri-ghetto, discriminati per la loro fede cattolica. Solo la Chiesa era accanto ai loro bisogni, attraverso la presenza di sacerdoti e religiosi, che con grandi sacrifici diedero vita a strutture parrocchiali, a chiese e a scuole.<br \/>\nIl Celtic venne costituito formalmente il 6 novembre 1887. La sede della fondazione fu la parrocchia di St. Mary. L&#8217;iniziativa di fra Walfrid era a scopo di carit\u00e0: le partite della nuova squadra sarebbero servite a raccogliere soldi da destinare ai poveri, in particolare ai bambini che pativano la fame nei quartieri pi\u00f9 diseredati della citt\u00e0. Il nome Celtic fu scelto per richiamare le radici storico-culturali di natura celtica delle popolazioni scozzesi e irlandesi. Erano stati presi in considerazione altri nomi, come \u00abHibernian\u00bb o \u00abHarp\u00bb, che tuttavia erano esclusivamente irlandesi. Fu invece proprio fratello Walfrid a volere la denominazione Celtic, il substrato comune a scozzesi e irlandesi.<br \/>\nIl soprannome ufficiale della formazione invece, \u00abBhoys\u00bb, con una \u00abh\u00bb in mezzo a sottolineare l&#8217;accento di Glasgow, deriverebbe dall&#8217;usanza di molta gente di chiamare i calciatori dei primi anni della squadra biancoverde bold bhoys (\u00abragazzi audaci\u00bb).<br \/>\nIl sodalizio venne etichettato come \u00abla squadra dei cattolici\u00bb, ma in realt\u00e0 fin dai primi tempi l&#8217;appartenenza al team non era preclusa a nessuno, indipendentemente dalla propria confessione religiosa, a differenza dei Rangers, la squadra dei protestanti unionisti, che pratic\u00f2 per oltre un secolo l&#8217;apartheid nei confronti di giocatori cattolici. La finalit\u00e0 della squadra biancoverde di raccogliere fondi, attraverso partite e tornei, da destinare alle opere di carit\u00e0 non \u00e8 mai venuta meno, cos\u00ec come l&#8217;essere un punto di riferimento, attraverso bandiere, canti e iniziative parallele, per le comunit\u00e0 irlandesi presenti in tutto il mondo. Con le sue vittorie il Celtic diede alla comunit\u00e0 irlandese in Scozia e in tutta la Gran Bretagna l&#8217;orgoglio di una appartenenza e di una identit\u00e0, e il sapore dolce della vittoria per un popolo che non poteva essere solo di vinti.<br \/>\nIl 25 maggio 1967 il Celtic visse il momento pi\u00f9 importante di tutta la sua storia: si gioc\u00f2 il titolo di Campione d&#8217;Europa nella finale della Coppa dei Campioni che si disput\u00f2 nello Stadio Nazionale di Lisbona, in Portogallo. Era una sfida praticamente impossibile contro quella che in quel momento era la pi\u00f9 forte squadra del mondo: l&#8217;Inter di Milano, una squadra di fuoriclasse assoluti come Facchetti e Mazzola, guidata da un carismatico allenatore argentino, Helenio Herrera, soprannominato \u00abil Mago\u00bb per le sue soluzioni tecniche e tattiche spesso straordinarie e imprevedibili, delle vere magie.<br \/>\nIl Celtic affront\u00f2 i giganti italiani con una squadra di ragazzi usciti quasi tutti dal proprio settore giovanile. Tutti e undici inoltre erano nati in un fazzoletto di terra scozzese, entro trenta miglia dal proprio stadio, il mitico Celtic Park, soprannominato \u00abThe Paradise\u00bb, il Paradiso.<br \/>\nQuesto libro \u00e8 la storia di quell&#8217;evento, del prodigio che avvenne a Lisbona.<br \/>\n<strong>L&#8217;autore<\/strong>:<br \/>\n<strong>PAOLO GULISANO<br \/>\n<\/strong><br \/>\nNato a Milano nel 1959, all&#8217;attivit\u00e0 di medico affianca un impegno culturale di saggista e scrittore. Ha collaborato con diversi quotidiani e riviste e fondato la Societ\u00e0 Chestertoniana Italiana di cui \u00e8 vicepresidente. Ha al suo attivo una vasta produzione saggistica che spazia nella letteratura fantasy, da\u00a0<em>Peter Pan<\/em>\u00a0a C.S. Lewis, da\u00a0<em>Moby Dick\u00a0<\/em>al\u00a0<em>Frankenstein<\/em>\u00a0di Mary Shelley, da\u00a0<em>Re Art\u00f9<\/em>\u00a0ai miti e alle leggende irlandesi. \u00c8 considerato uno dei maggiori esperti di J.R.R. Tolkien, l&#8217;autore del\u00a0<em>Signore degli Anelli<\/em>. Questi volumi, insieme a quelli su Chesterton, Oscar Wilde, Newman e Tommaso Moro, hanno consacrato Gulisano come uno dei pi\u00f9 attenti conoscitori del mondo e della cultura delle isole britanniche. Autore dalla scrittura raffinata e accattivante, \u00e8 tradotto e pubblicato anche all&#8217;estero.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.paologulisano.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.paologulisano.com<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-868135 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-370555 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-396641 kc-feature-boxes kc-fb-layout-1\">\n\n\t<div class=\"content-icon\"><i class=\"fa-camera\"><\/i><\/div><div class=\"content-title\">Copertina<\/div><div class=\"content-button\"><a href=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/UFF_IMG_Il_prodogio_di_Lisbona.jpg\" target=\"_self\" title=\"\">Visualizza<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div><div class=\"kc-elm kc-css-372815 kc_col-sm-6 kc_column kc_col-sm-6\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-521466 kc-feature-boxes kc-fb-layout-1 wplightbox\">\n\n\t<div class=\"content-icon\"><i class=\"fa-book\"><\/i><\/div><div class=\"content-title\">Premessa<\/div><div class=\"content-button\"><a href=\"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/UFF_PDF_Premessa_da_IlprodigiodiLisbona.pdf\" target=\"_self\" title=\"\">Leggi<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":9127,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9128"}],"collection":[{"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9128"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9128\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/collaudo.elledici.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}